Avete presente i momenti in cui si innesca nel cervello l’antica battaglia tra il Bene e il Male, l’eterno scontro tra la Ragione e l’Istinto, tra “la cosa giusta da fare” e “la cosa non proprio corretta”? Quei momenti esistenziali in cui vi rendete conto che state per imboccare una strada che prima (dicevate) non avreste MAI percorso? Quei momenti in cui siete di fronte a un bivio: da un lato la retta via, dall’altro la sfavillante road to perdition. La retta via ti lascia intatto, nobile, irreprensibile. Può essere noiosa, certo, ma ti fa vivere relativamente in pace. La via della perdizione - manco a dirlo - ti apre infinite porte, è eccitante e magari ti regala pure qualche sonora soddisfazione, ma nel frattempo ti prenota un’arca arroventata accanto a Farinata degli Uberti.
Tutta questa premessa non perché abbia esitato molto una volta arrivata al crocevia (giusto quei due o tre minuti di smarrimento), ma mi piace comunque pensare che riuscirò a non farmi insozzare fin nel profondo dall’orribile blob che mi è stato scaraventato addosso.
“Eh ma là fuori c’è gente che fa cose allucinanti”.
Certo, ma questa non è una valida giustificazione.
E con questo, vado a fare il mio fagotto e mi incammino verso la prima bolgia. Spero non faccia troppo caldo, ciaooo